Storia ed Economia
Le notizie documentate degli insediamenti stabili della zona risalgono a dopo il Mille. Ma anche prima queste località erano conosciute ed abitate. Alle pendici del Summano, nella cavità di Bocca Lorenza, presso Santorso, sono stati trovati manufatti che testimoniano la presenza di stazioni neolitiche e di insediamenti paleoveneti, che lasciarono tracce anche sulla collina del Castello di Magrè, a Schio. La successiva dominazione romana trovò nell'area Leogra - Timonchio un territorio favorevole alla costruzione di un campo trincerato, le cui vestigia sono state rinvenute nell'alta pianura tra Giavenale e Santorso. Importante fu la dominazione longobarda durante la quale la Val Leogra fu interessata da una serie di fortificazioni, come quelle di Torrebelvicino e di Magrè. Intorno al Mille nelle aree montane e collinari fino a Monte di Malo si insediarono popolazioni provenienti dalla Germania meridionale, chiamate dai feudatari locali per disboscare, dissodare e rendere fertili i terreni, come documenta la ricca toponomastica. Durante il lungo dominio veneziano, iniziato nel 1406, il territorio conobbe una relativa prosperità che sviluppò l'agricoltura e due importanti attività economiche: quella estrattiva, che sfruttò le vene metallifere del Civillina e del Tretto, e quella dell'artigianato e delle manifatture della lana, che porterà alla nascita dei primi grandi lanifici. Durante la dominazione napoleonica e la successiva dominazione austriaca cominciarono a maturare nuove condizioni in campo economico, culturale e politico, destinate a dare un volto moderno alla zona intorno a Schio, con il rigoglioso sviluppo di un'industria laniera di primaria importanza nazionale ed internazionale. Nel 1915, con lo scoppio della prima guerra mondiale, il territorio diventò teatro di importanti avvenimenti bellici. Sul Novegno nel giugno del 1916 venne fermata la Strafexpedition austriaca e sul Pasubio si combattè un' estenuante guerra di trincea. Dopo gli anni del fascismo, a partire dal settembre 1943 la valle fu interessata dalla lotta tra nazifascisti e partigiani e diede un attivo contributo alle forze della Resistenza, soprattutto grazie agli apporti provenienti dal movimento operaio. La zona è stata abitata prima sui rilievi collinari e poi in pianura e dai monti sono sempre stati estratti minerali e caolino. La Roggia Maestra, scavata nel Duecento ha favorito un artigianato fiorente, soprattutto laniero. Nel secondo Ottocento Schio ha trovato nel Lanificio Rossi la più grande azienda italiana per addetti e fatturato, con stabilimenti anche nei comuni vicini.
L'agricoltura, i cui addetti si sono ridotti di oltre un terzo, ha oggi una importanza secondaria rispetto ad altre attività, anche per un' eccessiva cementificazione della pianura. E' un'economia agricola di autoconsumo formata da piccole aziende, con proprietà territoriale quasi totalmente privata. Prevalente è il sistema part-time con il conduttore dell'azienda impiegato in altri settori produttivi. Molto diffusi sono i prati e i pascoli permanenti ed i boschivi.
L'assetto artigianale e industriale della zona si è invece gradualmente sviluppato arricchendosi di nuove piccole e medie industrie. Schio conserva ancora, pur con la crisi del settore tessile, il ruolo di polo industriale al quale l'intera area della valle fornisce un apporto diretto di manodopera. Un settore che ha buone possibilità di sviluppo è il turismo, grazie ad un paesaggio montano e collinare di grande bellezza e ricco di risorse storiche e naturali.
C.M. Leogra Timonchio
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