I Funghi
COSA SONO E DOVE VIVONO
Abitualmente si intende con il termine “funghi” quei corpi costituiti per lo più da un cappello e da un gambo dai colori e dimensioni variabilissime, che incontriamo passeggiando nei boschi, nei pascoli e nei prati, sia in montagna che in pianura soprattutto nei mesi estivi.
Anche se apparentemente non si direbbe, classificare i funghi come appartenenti al regno vegetale non è cosa affatto semplice in quanto hanno dei componenti alquanto singolari.
La prima sostanziale ed evidente differenza è che i funghi non sono verdi ossia non contengono clorofilla, elemento indispensabile alle comuni piante o erbe per assorbire l’acido carbonico dall’aria tramite le foglie e con le radici dall’acqua del terreno, per trasformarlo mediante il sole nella sostanza di cui sono costituite (fotosintesi clorofilliana). Anche gli animali, come del resto tutti gli esseri viventi, hanno bisogno del carbonio per vivere ma, a differenza delle piante verdi che si nutrono autonomamente, sono cioé “AUTOTROFE”, gli animali per nutrirsi sono obbligati ad usare sostanze organiche elaborate dalle piante (frutti, radici, foglie ecc.) o a cibarsi delle carni di altri animali. Questo tipo di vita nutrizionale viene chiamato “ETEROTROFO”.
I funghi si nutrono di sostanze organiche in decomposizione, sostanze che vengono prima digerite e successivamente “mangiate” dai funghi; si comportano, o meglio si nutrono come gli animali, sia pur con un processo capovolto. Eppure è innegabile che vegetino sul suolo; potremo a grandi linee definire i funghi come “PIANTE ETEROTROFE”. Un’altra sostanziale ed evidente differenza è che i funghi non hanno tronco, ne rami, ne foglie, non posseggono radici e, per concludere, non producono fiori ne tantomeno frutti; questa loro particolare conformazione dà ai funghi il nome di piante a “TALLO” o “TALLOFITE”. Abbiamo prima detto che i funghi non possiedono la clorofilla e di conseguenza sono incapaci di utilizzare l’energia luminosa fornita dal sole per il loro sviluppo. I funghi non hanno nessun bisogno di crescere alla luce; sono anzi privi delle difese comuni a tutte le piante necessarie per non essicare esposte tutto il giorno al calore del sole.
Ciò che impropriamente chiamiamo fungo non rappresenta la pianta nella sua completezza, ma solo un suo frutto o più precisamente “CARPOFORO o SPOROFORO” ed è quella parte che contiene gli organi di riproduzione.
La vera pianta, ossia l’apparato vegetativo del fungo, cresce e si sviluppa nel substrato in cui è nato sia esso terreno, umus o legno e prende nome di “MICELIO”.
Il seme contiene in sé tutti gli elementi (cromosomi) necessari a procreare un nuovo individuo, pianta o fiore che sia; con le spore, le cose vanno in maniera diversa.
Le spore hanno un solo nucleo cellulare ossia un solo sesso (maschio/femmina; +/-). La spora in sé è quindi incapace di germinare, ma può generare un filamento o micelio detto “micelio primario” che ha un solo sesso (maschio o femmina) incapace anch’esso di produrre funghi.
Per generare un carpoforo, è necessario che vi sia una germinazione quasi contemporanea di due spore di segno opposto in due miceli primari, uno positivo ed uno negativo, che siano ambedue al medesimo stato di maturazione e di sviluppo e ad una distanza tale da consentire loro di intrecciarsi e poi fondersi insieme a formare un nuovo elemento detto “micelio secondario” che, in particolari condizioni ambientali, potrà dare origine a quel corpo fruttifero che chiamiamo fungo il quale, tramite le spore, darà poi origine ad un nuovo ciclo riproduttivo. Come tutti gli esseri viventi, anche i funghi vengono suddivisi per categorie e tipologie secondo uno schema che tiene conto delle loro caratteristiche morfologiche, nutrizionali e riproduttive.
Vediamo, sotto, schematizzato il ciclo riproduttivo descritto.

PARTE FERTILE DEL FUNGO
La parte fertile del fungo, ossia la zona in cui vengono prodotte le spore, viene detta “IMENIO” ed è supportata da un’altra parte, visibile nel fungo e diversa per configurazione tra i vari generi, detta “IMENOFORO”.
Generalmente, l’Imenoforo è posto al di sotto del cappello del fungo e nel caso ad esempio dei BOLETI, è costituito da tubuli e pori (ciò che comunemente chiamiamo spugna).
 Nelle “Agaricali” l’Imenoforo è costituito da lamelle e l’Imenio, riveste esternamente i fianchi o facce della lamella.
 Abbiamo visto che sia nei Boleti che nei funghi a lamelle, le Spore sono attaccate esternamente ad un “bastoncino” chiamato “BASIDIO” e sono proprio questi Basidi con le loro Spore,che costituiscono la parte fertile del fungo, ossia l’Imenio.
Tutti i funghi che hanno le Spore attaccate all’esterno del loro supporto (Basidio) vengono definiti “BASIDIOMICETI”.
Esiste un’altra categoria di funghi, le Morchelle ad esempio, in cui le spore sono contenute all’interno di una specie di sacca chiamata “ASCO”; ne consegue che i funghi con tali caratteristiche, prendono il nome di “ASCOMICETI”.
 Basidiomiceti e Ascomiceti rappresentano le due grandi “CLASSI” in cui si suddividono i funghi; esistono in verità altre due classi: gli “ARCHIMICETI” e i “FICOMICETI” che però non hanno alcun interesse pratico ai fini del nostro studio sui funghi.
Sono questi ultimi, in poche parole, dei “MICROMICETI”, cioé funghi microscopici e sono tutti quegli organismi responsabili delle varie malattie delle piante, che vanno dalla “peronospora” patata o della vite, al “mal secco” del pomodoro per passare ai lieviti, alle muffe ecc.
SUDDIVISIONE SISTEMATICA DEI FUNGHI
 Abbiamo per onor del vero, un’ulteriore suddivisione di tipo nutrizionale che riguarda i funghi di cui abbiamo finora parlato; possiamo dunque avere:
A - FUNGHI SAPROFITI: Sono tutti quei funghi che vivono e si nutrono su di un substrato di materiale organico di vario tipo (umus, foglie morte, rami marciti, letame ecc.) tipico del Prataiolo. B - FUNGHI PARASSITI: Sono quei funghi che si nutrono a discapito di altri organismi viventi siano essi piante,animali o altri funghi. C - FUNGHI SIMBIONTI: Sono quei funghi che “scambiano” con l’organismo ospite sostanze nutritive e formano ciò che viene chiamato “MICORRIZIE”.
La simbiosi tra pianta e fungo o “micorrizia” è un fenomeno molto diffuso, tanto che la maggioranza dei funghi che ci interessano sono funghi micorrizici.
Si ha una micorrizia ogni qualvolta le ife dei miceli avvolgono e compenetrano le radichette terminali delle piante boschive e ne traggono le sostanze organiche di cui abbisognano. Il fatto che la maggior parte dei funghi siano micorrizici, ci spiega perché i funghi vivano in prevalenza nei boschi o ai piedi di alberi perenni e, dal momento che determinati funghi preferiscono associarsi a certi alberi, mentre altri funghi con alberi di specie diversa, ciò spiega anche perché ci sono funghi che troviamo solo sotto le latifoglie, altri sotto i pini, sotto gli abeti e alcuni solo in presenza di larici e betulle. Questo spiega anche perché la coltivazione industriale dei funghi, sia mirata quasi esclusivamente ai funghi di tipo saprofitico, come ad esempio il Prataiolo, e di tipo parassitico (Pleurotus Ostreatus, Agrocybe Aegerita).
C.M. Leogra Timonchio Nuova
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