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I funghi

AVVELENAMENTI DA FUNGHI

Gli avvelenamenti da funghi sono un grande problema che affligge la micologia. Infatti, molti neofiti, quando vedono funghi, raccolgono e consumano senza verificare se i funghi raccolti sono o meno commestibili.

Questa incuranza data anche dal fatto che spesso ci si sente dire in famiglia che i funghi apparentemente uguali a quelli raccolti sono sempre stati consumati, porta ad intossicazioni molto gravi e in qualche caso anche al decesso. Infatti, quasi tutti i funghi velenosi intaccano gli apparati vitali del corpo in maniera irrimediabile. Prima di analizzare gli avvelenamenti, è bene fare alcune precisazioni su “dicerie” che da decenni, portano il più delle volte solo allarmismo.

Chi dice infatti che i funghi commestibili diventano velenosi a contatto con funghi velenosi, non dice la verità. Né tantomeno è vero che i funghi diventano velenosi a contatto con metalli, come non è assolutamente vero che tutti i funghi che cambiano di colore e tutti quelli con anello sono funghi velenosi.

Bisogna comunque precisare che è bene astenersi o consumare con moderazione, i funghi raccolti nei giardini e soprattutto nelle vicinanze delle strade, in quanto, oltre a essere presenti numerosi funghi velenosi, i funghi accumulano i gas di scarico dei veicoli.

Fatte queste precisazioni passiamo ad analizzare alcune forme di avvelenamento causate da funghi, purtroppo, molto comuni.

Come precedentemente detto, i funghi attaccano l’organismo in maniera grave ed ecco quindi che le tossine contenute nel fungo, passano attraverso lo stomaco, poi al fegato e alla bile, causando anche la “spappolazione” del fegato stesso e, in alcuni casi, anche del pancreas, arrivando al cuore, al quale causano degli scompensi cardiaci.

I veleni possono essere suddivisi in due categorie:

1) veleni termolabili, cioè veleni che si dissolvono dopo cottura;
2) veleni termostabili, che rimangono anche dopo cottura.


Per i primi, per i quali gli avvelenamenti possono manifestarsi in modo leggero, è bene ricordare che i funghi contenenti tali veleni quali l’Amanita Vaginata, l’Amanita Rubeschens, i Boleti del gruppo del Luridus ed altri, vanno mangiati ben cotti e mai in pasti ravvicinati. In caso di avvelenamento, essendo il periodo di incubazione abbastanza breve, ai primi sintomi è bene ricorrere a cure di pronto soccorso (è quasi sempre sufficiente la lavanda gastrica.

Tra i funghi che hanno veleni termolabili, è inserita anche la Lepista (Clitocybe) Nebularis (fungo della nebbia). In parte è vero ma di recente è stato scoperto che detto fungo provoca disturbi al pancreas. È bene quindi astenersi dalla consumazione.

Per i secondi veleni, la sintomatologia è molto più grave e può portare anche al decesso.

Fra i responsabili vi sono: AMANITA PHALLOIDES
AMANITA VERNA
AMANITA VIROSA
CORTINARIUS ORELLANUS
CORTINARIUS SPECIOSISSIMUS
ENTOLOMA SINUATUM
CLITOCYBE DEALBATA
E TUTTE LE LEPIOTA DI PICCOLA TAGLIA




TABELLE CHE SINTETIZZANO QUANTO SOPRA DETTO.
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percorso delle tossine bersagli delle tossine
tipi di tossine minima quantità di fungo letale
avvelenamenti citotossici
reazione allergica allucinogeni
neurotissici irritativi gastro-intestinali
precauzioni  
COMMESTIBILITÀ

Definizione dei termini più usati in Micologia per descrivere la commestibilità dei funghi
COMMESTIBILE

Fungo che può essere consumato senza alcun pericolo ma il cui sapore o la sua redditività lo fanno ritenere insignificante o scarsamente importante al consumo.
NON COMMESTIBILE
Fungo non velenoso ma il cui sapore o la consistenza dura fibroso-legnosa o semplicemente un odore sgradevole lo fanno ritenere immangiabile o da respingere.
BUONO
Fungo commestibile di buona qualità, profumato e che si presta a vari tipi di cottura.
OTTIMO-ECCELLENTE
Migliore di buono generalmente perché profumato e massiccio quindi più carnoso e redditizio alla cottura.
ALLUCINOGENO
Generalmente appartenenti al genere Psylocibe sono quei funghi che se ingeriti provocano allucinazioni di varia natura gli effetti di tali funghi si manifestano 30’ o più dopo l’ingestione con cefalea torpore, vertigini, turbe maniacali, agitazioni psicomotorie e sindromi depressive; stati allucinatori di varia natura.
ALLERGOLOGICI
Funghi che se consumati con sostanze alcoliche o con ingestioni pregresse danno origine a diversi disturbi che variano a seconda del tipo di fungo ingerito. I sintomi si manifestano dai 10’ per la sindrome Coprinica, data da l’assunzione di sostanze alcoliche con il C. Atramentarius e che danno sintomi quali: vertigini, sudorazione, tachicardia e vomito fino ad arrivare alle 2-3 ore per la sindrome Paxillica che può dare prostrazione, stato di shock e collasso con perdita di conoscenza.
TOSSICO
Avvelenamento a carico del sistema nervoso; generalmente il tipo di veleno contenuto in tali funghi è simile all’atropina. I sintomi compaiono una o due, massimo quattro ore dopo l’ingestione del fungo con palpitazioni, sudorazione profusa, tremori, crampi, e disturbi visivi. Nel caso di intossicazione da Amanita pantherina, ad esempio, si hanno sintomi paragonabili all’effetto provocato dal morso di vipera. Questo tipo di avvelenamento viene definito Neurotossico e se diagnosticato e curato adeguatamente non lascia quasi mai effetti permanenti sull’organismo. Si registrano peraltro pochissimi casi di decesso per avvelenamenti da funghi neurotossici.
VELENOSO
I veleni contenuti in tali funghi aggrediscono gli organi interni quali: fegato, reni, midollo spinale, pancreas. I sintomi di avvelenamento ed i tempi in cui si manifestano variano molto da specie a specie: mediamente 6-8 ore, a volte anche 1-2 giorni e fino a 12-15 giorni per i Cortinari del gruppo Orellanus. Questo tipo di avvelenamento è molto più pericoloso di quello causato da funghi tossici. Questo tipo di avvelenamento viene definito Citotossico.
VELENOSO – MORTALE
Come sopra ma di solito con esito letale o con danni permanenti. Sono responsabili di tali avvelenamenti: l’Amanita Phalloides; A. Verna e A. Virosa; il C. Orellanus e il C. Speciosissimus. Galerina Marginata e Giromita Esculenta possono arrecare gravi danni se consumate in grandi quantità o in pasti ravvicinati. I sintomi più comuni sono: stato di spossatezza, sonnolenza, pallore al viso e alle mani, disturbi visivi, diarrea fetida e a volte sanguinolenta con forti dolori addominali e ai polpacci. Tali disturbi si alternano a periodi di relativa calma in cui, a volte, i sintomi scompaiono del tutto per ricomparire dopo diverse ore con crisi sempre più violente, mantenendo tuttavia durante tutto il periodo lucidità mentale. Il decorso procede poi con gravi insufficienze renali e cardiovascolari, perdita di conoscenza, stato di coma e morte.


NOTE CONCLUSIVE

In qualsiasi caso di presunto avvelenamento da funghi superiori evitare sempre di intervenire di persona (con rimedi spesso più dannosi che efficaci) ma rivolgersi urgentemente presso un centro antiveleni o al più vicino ospedale, cercando se possibile di portare una parte dei funghi consumati o quantomeno di dare informazioni dettagliate sui funghi raccolti e sul luogo del loro ritrovamento. Non bisogna dimenticare inoltre che anche i funghi buoni se raccolti vecchi, con contenitori non idonei (sacchetti di plastica), oppure conservati male o poco cotti, possono dare origine a disturbi e ad intossicazioni anche gravi.



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