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I Buoni Obbligazionari Comunali BOC

I BUONI OBBLIGAZIONARI COMUNALI

CARATTERI GENERALI E VANTAGGI DEI BOC

I BUONI OBBLIGAZIONARI COMUNALI costituiscono uno strumento innovativo di finanza per gli Enti Locali e si configurano giuridicamente come un prestito obbligazionario; uno strumento di finanziamento utilizzabile in alternativa o in accompagnamento a mutui della cassa depositi e prestiti o a finanziamenti bancari. I vantaggi maggiori sono riconducibili ad una riduzione del costo della raccolta rispetto alla Cassa Depositi e Prestiti, alla flessibilità operativa dell'operazione, alla disintermediazione del sistema bancario ed al contributo di “cultura aziendale” che lo strumento offre attraverso il collegamento tra fondi raccolti e progetti. Va ricordato inoltre, che nel caso di opere che comportano un ritorno economico, oltre che sociale, l'emissione di Boc può essere abbinata anche al project financing. L'emissione è possibile sia sul mercato interno che sul mercato estero; in quest'ultimo caso la raccolta di valuta deve essere coperta contro il rischio di cambio e va richiesta l'assegnazione di un rating da parte di società specializzate (es. Moody's, Standard & Poor's ecc.). Il Comune di Napoli è stata finora l'unica città ad avere emesso un prestito sui mercati internazionali con una emissione di Boc decennali per 195 miliardi in dollari collocati presso investitori istituzionali. Si ricorda d'altra parte che la collocazione sul mercato estero è penalizzata dal fatto che la normativa, allo stato attuale, non riconosce il recupero della ritenuta del 12,5% per i Boc detenuti dai non residenti; ciò comporta un aggravio del costo della raccolta che si stima nello 0,6-0,7%.
Il collocamento dei Boc può avvenire presso il pubblico o a fermo.

Collocamento presso il pubblico

Avviene attraverso una offerta pubblica di vendita (Opv) ; richiede un prospetto informativo secondo i requisiti Consob, una campagna pubblicitaria e la quotazione sul mercato telematico delle obbligazioni private (Mot). Questi adempimenti richiedono dei costi molto alti. A tutt'oggi solo il Comune di Roma ha emesso Boc con collocazione al pubblico per 100 miliardi di obbligazioni ventennali a cedola variabile. E necessario un importo elevato, oltre che per spalmare i costi procedurali dell'operazione, anche al fine di garantire un sufficiente flottante sul mercato secondario.

Collocamento a fermo

Avviene attraverso la sottoscrizione cosiddetta a fermo; essa viene effettuata direttamente da parte di alcune banche che poi possono trattenere i titoli nei propri portafogli o rivenderli ad investitori istituzionali o non.
Il prestito in Boc da parte dell'Ente Locale va finalizzato ad investimenti specifici, quali lavori di ammodernamento, ristrutturazione, acquisto di infrastrutture e beni; l'emissione deve essere di importo pari al valore dei relativi progetti. L'emissione non può mai essere finalizzata alla copertura delle spese correnti.
Il vantaggio finanziario per l'ente emittente deriva essenzialmente da due fattori: il particolare trattamento fiscale riservato dal legislatore e l'assenza dell'obbligo di far rientrare le risorse ottenute nella tesoreria unica rendendo i fondi pertanto immediatamente disponibili; il vincolo del conto infruttifero è invece previsto per i mutui della Cassa Depositi e Prestiti.

Aspetti fiscali

All'ente emittente è consentito il recupero della ritenuta del 6,25%; questo fattore consente di ridurre in modo sensibile il costo della raccolta. Le emissioni sul mercato interno presentano una clausola che rendono i titoli di fatto invendibili agli investitori non residenti per i quali non è consentito il recupero della ritenuta del 6,25%. Allo stato attuale si attende un decreto del Ministero delle Finanze che indichi le modalità di recupero della ritenuta si veda in merito l'art. 27 della legge 21/11/2000 n°342.
Dal punto di vista dell'investitore i BOC si presentano oggi come una valida alternativa ai classici investimenti a reddito fisso: rendimenti interessanti, in genere maggiori dei titoli di stato, capitali richiesti contenuti solitamente in cifre da uno a cinque milioni e rischio limitato; l'investitore, cittadino o soggetto istituzionale, parteciperà inoltre ad un finanziamento direttamente destinato ad un'opera di pubblica utilità.
La garanzia per l'investitore in BOC è rappresentata dalla delegazione di pagamento; essa consiste nell'obbligo per il tesoriere dell'ente emittente di rimborsare le rate di debito alle scadenze prestabilite. Secondo l'articolo 113 del ex D.lgs 77/95 le delegazioni di pagamento costituiscono un vincolo di disponibilità ex legge  consentendo al debito in BOC di avere la precedenza rispetto a tutti gli altri pagamenti del Comune, compresi gli stipendi dei dipendenti.
Altra garanzia per il sottoscrittore è che l'emissione concorre al limite di indebitamento stabilito per legge nel 25% delle entrate relative ai primi tre titoli del bilancio di previsione (primi due per le comunità montane); in caso di mancato rispetto del limite il prestito deve essere garantito da ipoteca su porzioni individuate del patrimonio immobiliare dell'ente.
Sotto il profilo del rischio si può pertanto, in via generale, considerare il BOC meno rischioso di un'obbligazione bancaria o delle imprese in genere.

FONTI NORMATIVE 

La Legge 142 del 1990 introduce varie modifiche nell'ordinamento delle autonomie locali e tra queste, all'art. 32, anche la possibilità di Prestiti Obbligazionari quale strumento di finanziamento per gli Enti Locali. La legge finanziaria per il 1995 (L. 724 del 23 dicembre 1994) regolamenta le modalità di tali emissioni all'art. 35 e fissa le caratteristiche dei BOC. Successivamente furono emanati 2 regolamenti del Ministero del Tesoro: il D.M. 420/96 relativo all'emissione e il D.M. 457/96 che tratta della quotazione dei BOC.

ASPETTI PROCEDURALI

Una volta determinata la volontà da parte di un Ente di procedere all'emissione di Boc al fine di finanziare uno o più investimenti si prospetta, in via generale, il seguente percorso procedurale:

  • Inserimento del prestito nel bilancio di previsione.
  • Affidamento incarico di consulenza per la valutazione della capacità di indebitamento, di forme alternative e per la predisposizione di tutta la documentazione.
  • Eventuale affidamento incarico ad agenzia specializzata per la determinazione del rating, cioè della valutazione del debito dell'Ente.
  • Approvazione del piano economico - finanziario con l'indicazione che il prestito è finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche destinate all'esercizio di servizi pubblici di rilevanza imprenditoriale.
  • Approvazione del progetto o del piano esecutivo dell'investimento.
  • Predisposizione del piano di ammortamento del prestito e individuazione della struttura del prestito.
  • Assegnazione, dopo gara d'appalto o trattativa privata, ad intermediari autorizzati (banche e istituti di credito) del servizio di collocamento dei titoli.
  • In caso l'ente emittente sia una comunità montana, un'unione o un consorzio di comuni, va deliberata l'autorizzazione all'emissione nei singoli Enti Locali.
  • Approvazione della delibera di emissione.
  • Trasmissione della delibera per l'approvazione alla Banca d'Italia nel caso di superamento dei limiti di cui alla D.L. 385/1993 art 129 - T.U. legge bancaria ; la risposta deve avvenire entro 60 giorni dalla richiesta.
  • Erogazione del prestito e rilascio delle delegazioni di pagamento.

L'ESPERIENZA DELLA COMUNITA' MONTANA LEOGRA TIMONCHIO

La Comunità Montana Leogra Timonchio, facendosi interprete della volontà dei comuni che la compongono, ha “coordinato”, prima tra le Comunità Montane in Italia una operazione di Boc in Pool; la particolarità e l'innovazione dell'operazione, nel caso specifico, è fondata sul coordinamento delle necessità finanziarie di più comuni. Alcuni di questi comuni, per le ridotte dimensioni, da soli, non avrebbero mai potuto utilizzare lo strumento dei Boc: attraverso la Comunità è stato pertanto possibile unire le forze, creare delle sinergie e raggiungere l'obiettivo a livello territoriale. La prima emissione, per l'importo complessivo di 21,4 miliardi, è stata così ripartita tra i comuni partecipanti:

  • Schio: 15,3 miliardi destinati all'ampliamento del cimitero, all'adeguamento del depuratore, alla sistemazione di edifici, strade e rete fognaria;
  • Valli del Pasubio: 1 miliardo per strade, acquedotto, illuminazione pubblica, rete fognaria;
  • Torrebelvicino : 1,3 miliardi per la viabilità;
  • Piovene Rocchette: 3,8 miliardi in maggior parte per l'edilizia sociale.

Il quinto comune appartenente alla Comunità Montana Leogra Timonchio, Santorso, non avendo particolare esigenze finanziarie, non ha partecipato all'iniziativa.
La Comunità Montana Leogra Timonchio inizia il “progetto BOC” a fine 96, riunendo amministratori e funzionari delle amministrazioni locali per discutere e valutare insieme le possibilità e le potenzialità di questo nuovo strumento; considerata la volontà dei comuni partecipanti di procedere nel progetto viene approntato un piano comune di lavoro che trova esplicazione nelle seguenti fasi:

  • inserimento del finanziamento nei bilanci di previsione 1997 da approvare entro il 28.02.1997;
  • affidamento incarico ad una SIM (Società di Intermediazione Mobiliare) per la redazione di uno studio di fattibilità;
  • nel mese di aprile 97 viene consegnato lo studio di fattibilità;
  • nel mese di maggio vengono invitati, a mezzo trattativa privata, gli istituti di credito ad effettuare delle offerte per seguire tutti gli adempimenti connessi al perfezionamento dell'operazione e per la gestione in conto corrente delle somme derivanti dall'emissione;
  • nel mese di giugno vengono effettuate le valutazioni delle offerte e conferiti gli incarichi a due istituti di credito (uno per l'emissione e uno per la gestione delle giacenze); nello stesso mese vengono richieste le autorizzazioni ai Comuni partecipanti;
  • nei primi giorni di luglio i comuni partecipanti deliberano l'autorizzazione alla Comunità Montana per procedere nell'emissione del prestito;
  • il 4 luglio il consiglio della Comunità Montana approva l'emissione di una prima tranche del prestito per un importo complessivo di L. 10.640.000.000;
  • a fine luglio avviene l'erogazione dell'importo relativo alla prima tranche di N. 2.128 sul totale di 4.500 titoli al portatore di 5 milioni l'uno; l'intero importo viene sottoscritto integralmente a fermo dal CREDIOP S.p.A.

Caratteristiche del prestito.

Durata decennale con scadenze in rate semestrali posticipate di cui la prima al 25.01.1998 e l'ultima al 26.07.2007; con tasso nominale variabile ancorato al Ribor 6 mesi (+0,34425 punti percentuali dal 1° al 5° anno, + 0.40975 dal 6° al 10°). Questa prima tranche di 10.640.000.000 è destinata ai comuni di Schio (9.050.000.000), Piovene Rocchette (1.200.000.000) e Valli del Pasubio (390.000.000).


2° - anno 1998-1999 - importo totale £ 9.510.000.000
3° - anno 1999 - importo totale Euro 9.643.000
4° - anno 2000 - importo 1° tranche Euro 5.707.000
4° - anno 2001 - importo 2° tranche Euro 6.590.000
5° - anno 2002-2003 - importo totale Euro 13.450.000,00
6° - anno 2003-2004 - importo totale Euro 6.916.000,00
7° - anno 2004 - importo totale Euro 7.749.000,00
8° - anno 2004 - importo totale Euro 320.000,00
9° - anno 2005 - importo totale Euro 3.545.000,00
10° - anno 2006 - importo totale Euro 3.450.000,00
11° - anno 2006 - importo totale Euro 3.030.000,00
12° - anno 2006 - importo totale Euro 3.450.000,00
13° - anno 2007 - importo totale Euro 1.059.000,00
14° - anno 2007 - importo totale Euro 2.500.000,00
16° - anno 2008 - importo totale Euro 1.000.000,00
17° - anno 2008 - importo totale Euro 548.000,00
18° - anno 2008 - importo totale Euro 1.250.000,00



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