L’Alto vicentino in bici e a cavallo Le comunità montane “Agno Chiampo”, “Leogra Timonchio” e “Alto Astico Posina” hanno messo in piedi un progetto di marketing territoriale creando un nome e un simbolo comuni, “Le Alte Valli Vicentine”. La prima fase è stata la redazione di una carta escursionistica dedicata agli appassionati di mountain bike e di cavalcate
IL GIORNALE DI VICENZA Domenica 27 Agosto 2006 provincia Pagina 24
di Gianmaria Pitton Esplorare le valli dell’Alto vicentino con la mountain bike o a cavallo, seguendo una serie di percorsi consigliati grazie a una dettagliata cartina escursionistica completa di “road book”. Questo l’obiettivo che ha visto riunite le forze di tre comunità montane, la “Agno Chiampo”, la “Leogra Timonchio” e la & #147;Alto Astico Posina”, che hanno potuto usufruire di finanziamenti europei per dare vita a un progetto unico del suo genere, almeno per quanto riguarda l’Alto vicentino. Progetto per il quale è stato creato un nuovo nome, “Le Alte Valli Vicentine”, e un nuovo logo. Le Piccole Dolomiti, il gruppo del Pasubio, l’Altopiano di Tonezza-Fiorentini celano una serie di piccole e gr andi valli di grande fascino naturalistico, oltre che di indubbia importanza dal punto di vista storico, basti pensare alla civiltà cimbra o ai luoghi della Grande Guerra. Non sono certo zone sconosciute agli escursionisti, anche se molti vicentini resterebbero stupiti nel constatare quanto poco le valli altovicentine abbiano da invidiare ad altre zone italiane turisticamente più rinomate. Turismo alternativo La mountain bike e il cavallo rappresentano due mezzi alternativi alla classica escursione a piedi, grazie ai quali si possono esplorare zone più vaste senza rinunciare al contatto diretto con la natura. Non è facile tuttavia individuare i percorsi più adatti: solitamente, ad esempio, gli appassionati di mountain bike hanno la necessità di compiere un tragitto ad anello, tornando al punto in cui hanno lasciato l’auto. Chi preferisce il cavallo può avere ulteriori esigenze di altro tipo: sapere se l ungo la strada può trovare postazioni di ristoro, in cui ci sia magari anche la possibilità di pernottare, in modo da programmare escursioni di più giorni. Mancava uno strumento che aiutasse soprattutto chi non è originario di queste zone, il “turista alternativo” che è più che disposto all’esplorazione con le due ruote o le quattro zampe, ma che spesso è ; costretto a utilizzare cartine in cui non sono evidenziati le strade sterrate, i corsi d’acqua minori, i luoghi interessanti in cui fermarsi. Le tre Comunità montane, sotto il coordinamento della Comunità montana “Dall’Astico al Brenta” per quanto riguarda l’accesso alle risorse del programma Leader Plus “Montagna vicentina”, hanno affidato alla “Berica Editrice”, specializzata in questo tipo di produzioni, la realizzazione di un pacchetto di itinerari adatti alla mountain bike e al cavallo. Non si trattava solo di individuare i percorsi migliori, ma anche di progettare e produrre gli strumenti per rendere accessibili i percorsi stessi. La prima fase è già stata completata, sotto forma di un kit che contiene una carta in scala 1/30 mila dei territori delle tre Comunità montane, su cui sono riportati dodici itinerari mountain bike, una ventina di percorsi a cavallo oltre ai sentieri Cai esistenti; e una specifica guida mountain bike in 12 schede, una per itinerario, comprensiva di road book, foto e descrizioni. Il tutto avrà anche una versione digitale, anzi due: un cd rom interattivo e apposite pagine web nei siti delle tre Comunità. Due ruote «Il punto di partenza - spiega Marzio Bomitali della “Berica Editrice” - sono state le carte tecniche regiona li, aggiornate in base alle esigenze escursionistiche con una serie di sopralluoghi sul campo, compiuti dai professionisti del Centro servizi “Le Guide”. Abbiamo voluto verificare che i percorsi proposti fossero effettivamente praticabili, ma dando all’escursionista qualcosa in più della cartina, che pure è indispensabile per orientarsi». Nella guida ci sono infatti i road book: ogni percorso ha una scheda in cui vengono evidenziati, con estrema precisione, gli incroci, i ponti, i bivi, le contrade, i corsi d’acqua, dando per ciascuno la distanza esatta dal punto di partenza. Nella scheda c’è inoltre la descrizione del percorso, la lunghezza, il tempo di percorrenza, il dislivello, il grado di difficoltà. «I percorsi spaziano dalla bassa difficoltà, cioè affrontabile anche da famiglie e bambini - aggiunge Bomitali - all’alta difficoltà, consigliabile solo ai più esperti. Questo per fare della proposta non qualcosa di riservato soltanto a pochi, ma per renderla invece interessante, almeno in parte, a quante più persone possibile». Quattro zampe Quanto agli itinerari a cavallo, è stato preso come riferimento la grande ippovia che va da S. Ambrogio di Valpolicella ad Agordo. Attorno a questo asse sono stati costruiti i vari percorsi, che in parte coincidono con gli itinerari mountain bike, ma spesso se ne differenziano. Sono perlopiù percorsi ad anello che però si toccano in vari punti, in modo tale che l’escursionista può costruirsi il proprio tragitto esplorando, teoricamente, l’inteto Alto vicentino. Nella carta sono indicati i punti di appoggio, per il ristoro e il pernottamento; esiste inoltre una serie di maneggi sul territorio a cui si può fare riferimento. L’individuazione e la manutenzione di questi sentieri sono opera della sezione vicentina delle Giacche Verdi, associazione che si occupa proprio della diffusione e dell’assistenza al turismo equestre. La carta escursionistica sarà presentata ufficialmente alla “Festa della montagna” in programma a Recoaro dal 22 al 24 settembre e in altri appuntamenti analoghi in autunno, oltre che alla “Fiera cavalli” di Verona.
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